Sociologia del cesso

Iniziamo la giornata con qualcosa di leggero.
E’ qualche giorno che, in ufficio, ‘frequento’ il bagno maschile dall’altro lato del piano, quello normalmente utilizzato dalla divisione tecnica; curiosamente trovo sempre la tavoletta del wc abbassata. Ora, due le ipotesi plausibili:

1) il corso di autostima affrontato dalla divisione sta portando i primi frutti, soprattutto per la parte ‘mira gli obiettivi’;

2) è fine trimestre, fine anno, tempo di grandi manovre; tempo di grandi purghe(?)

Bloover? Funziona

Sono ad un evento del mondo ICT, tipico agglomerato non urbano di telefonini, computer e palmari; la situazione ideale, quindi, per (accademicamente) sperimentare BlooverII di trifinite.group. Lanciata l’applicazione vengono rilevati una cinquantina di dispositivi con bluetooth abilitato; ed inizia l’esperimento.

Il risultato finale è quantomeno soddisfacente: solo un dispositivo risulta vulnerabile (cioè attaccabile da un eventuale malintenzionato che potrebbe leggere rubrica, sms, mms dal dispositivo, ed impostare deviazioni di chiamata ad hoc). Fiero della riuscita dell’operazione, e rincuorato dalla bontà dei risultati, mostro il tutto al collega seduto al mio fianco. Grande stupore (lui) quando scopre che il telefonino vulnerabile è il suo; ancor più grande stupore (io) quando scopro che qualche sera prima aveva festeggiato a branzino e spumantino. Viva la tecnologia; viva il branzino!
ps: per la cronaca; l’apparecchio incriminato è un datato Nokia 6310i.

Slalom gigante

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Cercando di evitar di incontrare le altre centinaia di pendolari che, come me, fuggono da Milano il venerdì sera, mi sono imbattuto in questa simpatica situazione: strada semi-chiusa (o semi-aperta, come preferite), pioggia battente ed un cartello alquanto invitante; non ho resistito e ho proceduto al colladuo; unico inconveniente: un centinaio di famiglie rom avevano già pensato di farlo prima di me, in maniera permanente, dando al mio collaudo un sapore degno di uno slalom del miglior Alberto Tomba.

Auto e professioni

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E se il proprietario dell’auto facesse l’infermiere?

Software aggggggratis

Giveaway of the day vi regala una copia di un software commerciale, regolarmente funzionante, al giorno. Oggi, ad esempio, è il turno di “Photo Toolkit 1.5″. Ovviamente non ci troverete grandi nomi come Photoshop e soci, ma a questo prezzo…

La lingua del futuro?

“The Internet slowliness issue is now resolved”, scrivono i miei amici d’oltralpe. Tralasciando i perchè ed i per come della vicenda, mi piace sottolineare la fantasia dell’autore: la sostantivazione di un aggettivo come iperbole linguistica. Accattivante, analgesica.

6-4

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Grande match, ieri sera, al coperto di Caravaggio. Il nostro eroe, reduce da un periodo di forzato riposo (quasi sei mesi), ripresa in mano la racchetta, ha riconquistato la prima posizione nella classifica ATPdb (l’equivalente ATP della bassa bergamasca). Sei a quattro il punteggio finale, dopo un match relativamente equilibrato. Avversario migliorato nelle battute (adesso fanno più ridere); il sottoscritto regolarmente… campionizzato. Prosit!
(ps: qualche dubbio se postare la foto ma tant’è… questo sono)

Tenera nebbia

Stamattina Giorgia, mia figlia - 3 anni, uscendo da casa dice a mia moglie: “Guarda mamma, che fumo!”. E la mamma: “No, Giorgia; non è il fumo. E’ la nebbia”. E Giorgia, ancora: “Ma mamma, chi l’ha messa qui?”. Mi aiutate a risponderle?

Ragazzi studiate

Siamo onesti: ce lo hanno sempre detto; i nostri nonni perchè non avevano avuto la possibilità di farlo, i nostri genitori perchè lo avevano fatto in fretta e male; i nostri insegnanti perchè, altrimenti, avrebbero perso il posto di lavoro. La verità è che studiare significa crescere; la cultura, va da sè, è il montacarichi dell’elevazione sociale. Quello che invece molti non sanno è che studiare non vuol automaticamente dire fare un mucchio di soldi. Se l’obiettivo è quest’ultimo, lo studio diventa quasi controproducente. Preso in grosse quantità (lo studio, intendo) potrebbe inibirvi dall’accedere alla professione più pagata e meno qualificata al mondo: il commerciale. Attenzione però: nel dribblare lo studio e nel non prepararvi culturalmente, siate così accorti da:

a) non ricordare i nomi dei prodotti e dei servizi che vendete; tutt’al più storpiateli;
b) trattare male clienti e collaboratori; il confondere nomi e ruoli è molto chic, anche sulla east coast;
c) dimenticare quelle quattro regole grammaticali imparate (forse) alle elementari (congiuntivi inclusi);
d) imparare a memoria frasi di circostanza e dichiarazioni shock, tipo “Le condizioni non sono così buone, ma rimangono delle ottime condizioni”.

Grazie o Divino per avermi nato imparato!

10 Novembre 2006

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Al solito raduno annuale, quello del dieci di Novembre, questa volta si sono presentati in pochi; qualche defezione causata da affari di cuore (beato lui), altre comunicate all’ultimo momento, per cause imprecisate. Un paio di allegri bergamaschi si sono uniti al gruppetto -dieci persone in totale- che, nonostante il passare del tempo, mostrano ancora una gran grinta (vedi foto… autoesplicativa). Che dire? Appuntamento all’anno prossimo!