Archive for January, 2007

Allelujah!

Dopo lungo e penoso travaglio, dopo avere rinunciato per sempre a un dominio .it in favore di uno .com perchè solo a nominarmi il NIC mi sento male, dopo avere ottenuto il placet del mio ordine, ha finalmente visto la luce il sito del mio studio. Quasi non ci posso credere.

Anonymous remailer

Gli ordini professionali svolgono, oltre alla tenuta degli albi, numerose altre funzioni, di cui normalmente non si tiene conto quando se ne invoca la soppressione. Talvolta ne svolgono altre non proprio facenti parte dei loro scopi e qui possono succedere cose singolari. Il mio ordine mi invia - per fini statistici - un questionario, in formato .doc che mi chiede di restituire compilato, in formato totalmente anonimo…via mail! Non che sia impossibile, però…

I Giudici di Berlino

Spero che stia creando qualche ansia all’amministrazione comunale la recente sentenza della Cassazione: qui i posteggi in centro sono solo di due tipi: quelli in cui tutti devono pagare allo stesso modo, e quelli in cui i non residenti pagano una fucilata mentre i residenti solo un abbonamento annuo (e comunque pagano, non tantissimo per la prima macchina, una enormità per quelle successive). Vale a dire che posteggi liberi semplicemente non ce ne sono. Come faranno adesso? Io sono costretto a pagare un abbonamento mensile ad una delle (uniche) tre aree a pagamento abbonabili. Ieri ho smarrito il mio tagliando, e ne ho richiesto un duplicato. Niet! Potrei in realtà averlo solo nascosto per così averne due. Per la mia amministrazione comunale il cittadino si presume comunque un truffatore. Meno male che c’è la Cassazione.

A proposito di uso delle parole: gli spazietti in cui mi lasciamo mettere la macchina ad alto prezzo si chiamano “isola azzurra”, insomma un’oasi di felicità per farmi dimenticare la realtà di una squallidissima gabella. La palma del vero genio, al quale tutti dovremmo inchinarci, va comunque a quell’uomo che, posta una lampadina in cima a un palo, è riuscito a vendere centinaia di questi accrocchi al comune, solo battezzandoli “semaforo - sentinella”…

Internet [meno]2.0

L’avventura continua, dopo le difficoltà con NIC ingloriosamente conclusesi, (e solo da poco si è capito che il mantainer diceva che ero un privato, io che ero un professionista e il NIC non risolveva la contraddizione) mi dicono che per mettere on line il sito devo farlo prima vedere al mio ordine professionale. Non sono più sicuro che dopo Bersani sia ancora necessario, ma invio via mail un link apposito per farlo vedere al consigliere delegato. Passano i giorni non ottengo risposta. All’ordine non ne sanno nulla, ma dicono che bisogna aprire una pratica apposta che deve essere sottoposta al consiglio. Terrorizzato, metto off-line il sito, e il giorno dopo il consigliere mi risponde che (ovviamente) non riesce a vederlo e se posso mandarglielo…via fax! Ho molto apprezzato la disponibilità del collega che, tutto sommato, per farmi contento, è disposto a farsi intasare il fax di pagine multicolori con consuno di toner e linea occupata a cure più rilevanti, ma la cosa mi ha fatto anche riflettere, perchè sottintende l’idea che un sito sia una cosa messa li e che non cambia mai, una lapide, insomma.

E dammi ’sto cinque, va…

Chiamato in causa da Francesco, provo ad eseguire il compito, e devi solo mettertici per capire quanto possa essere difficile. Solo non sono sicuro se la difficoltà sia scegliere cinque cose tra le migliaia che compongono le nostre identità, ovveri riuscire a mettere insieme cinque cose nel mare del silenzio e dell’apatia che attornia l’uomo (bravo chi azzecca la citazione).

5. Amo smodatamente la musica classica, anzi quella barocca, anzi Bach (Johann Sebastian, per la precisione). Mi piacerebbe suonare l’organo, ma ho un pianoforte che ha determinato un crollo del valore di mercato degli appartamenti vicini al mio.

4. Mi piace moltissimo leggere, e leggere letteratura, romanzi, non saggi. Passo per un purista della lingua italiana, in realtà cerco solo di non farle violenza.
3. Gli oggettini elettronici le cui funzioni sfiorano la magia esecitano su di me una infantile attrazione della quale talvolta mi vergogno.

2. Mi getto ogni mattina nel rumore, sapendo quanta pace può esserci nel silenzio.

1. ORRORE! Non conosco cinque bloggers cui inviare questa catena, essendo ragionevolmente certo che non verrò mandato a “fresco divertente” (da tradurre in inglese).

E adesso… forse Daniele, che mi conosce ma non mi legge e Kurai, che leggo ma non mi conosce, per pura vendetta due a caso tra gli altri partecipanti a QuasiDot: Andrea e Luca, e un collega che trovo tanto simpatico e dice cose molto giuste. Spero di non avere esagerato…

Effettivamente

Alla fine la riserva è stata sciolta: in data 3 gennaio 2007, rilevata l’entrata in vigore del trattato, accoglie il ricorso e annulla il provvedimento di espulsione. Forse doveva sentirselo dire dal TG per convincersi.

Kitsch

Ripensando al fenomeno per cui oggi pare che non si possano più dire le cose semplici, ed anzi bisogna sostenere la povertà dei concetti con la ricchezza delle parole, mi viene in mente una bella definizione di kitsch. Kitsch è una parola tedesca generalmente tradotta con “cattivo gusto” ma che secondo Hermann Broch indica in realtà quella demistificazione con cui si cerca di ricoprire un minimo di valori etici con un massimo di valori estetici. Calzante no?

Ponzio Pilato

Da ieri Romania e Bulgaria fanno parte dell’Unione. Solo da poco mi sono state chiarite le motivazioni geopolitiche che richiedono l’estensione dei confini dell’Impero. Tra le altre conseguenze, da ieri non sono più extracomunitari tanti soggetti che fino a ieri l’altro erano oggetto delle continue attenzioni dell’ufficio immigrazione. Ecco la storia: l’ufficio immigrazione espelleva i rumeni senza permesso di soggiorno, finchè (sulla base di una certa giurisprudenza) si è iniziato a dire che essendo in procinto di diventare tutti cittadini comunitari, a loro non poteva più applicarsi la legge sugli immigrati non comunitari. Qualche giudice di pace, competente per i ricorsi contro le espulsioni, si accoda. La Questura resiste sostenendo che, finchè non son dentro son extracomunitari (e fin qui ha ragione anche se lo spreco di risorse e la ingiustizia sostanziale sono evidenti) e che comunque per i primi tempi ci saranno limitazioni alla libera circolazione (e qui sbagliano). A novembre viene espulsa una giovane rumena. Fa ricorso dicendo che presto sarà cittadina comunitaria e chiede che la decisione venga rinviata al 2007 per vedere cosa succede. La Questura si oppone con le solite argomentazioni e il giudice rinvia a dicembre e a dicembre fa discutere la causa. Si riserva la decisione. Ad oggi la riserva non è stata ancora sciolta.

Buon anno a tutti

E voi, imparate che occorre vedere
e non guardare in aria; occorre agire
e non parlare. Questo mostro stava,
una volta, per governare il mondo!
I popoli lo spensero, ma ora
non cantiamo vittoria troppo presto:
il grembo da cui nacque è ancor fecondo.
(B. Brecht - La resistibile ascesa di Arturo Ui)

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