Archive for March, 2007

Fugit inreparabile tempus

Ieri, dopo tante discussioni, mi sono mestamente avviato - toga al braccio - verso il mio studio. Incontro un amico che mi saluta: accidenti che passo “togato”! E mi sono ricordato di questo. Non c’è nulla da dire. Saigon era Disneyland (in confronto).

Funziona sempre

Un nuovo intralcio alla circolazione si è aggiunto ai già tanti che incontro sul mio percorso di guerra tra casa e ufficio: oltre ai cantieri, ai vigili, ai semafori e alle auto in doppia fila, ecco il distributore di giornali gratis. Sottolineo gratis, perchè strilloni ai semafori ne avevo visti in altre città, ma mai nella mia, in cui la distribuzione di qualcosa di gratuito può davvero bloccare la circolazione. Orbene, fino a poco tempo fa erano uomini, generalmente di colore. Da qualche tempo a questa parte: ragazze! L’articolo funziona sempre.

Un passo indietro

Tanti anni fa per un certo periodo si parlò della possibilità di istituire un treno superveloce che ci avrebbe portato a Milano in venti minuti. Anzi: si diede per cosa fatta, si costituì un consorzio, si fece vedere il tracciato, si spiegò che si sarebbe costruita una nuova linea tutta per lui e che ci sarebbero sfrecciati sopra i nuovissimi ETR500. Un sogno. Ovviamente rimasto nel cassetto. Pochi giorni fa sui tazebao della città campeggiava la notizia che pare proprio che si farà un treno che ci porterà a Milano in appena un’ora. Chi si contenta gode (così così). Il progresso tecnologico di circa dodici anni porta quindi a questo, a rivedere al ribasso gli obiettivi. Tipico delle ferrovie del resto, ai ritardi si risponde allungando i tempi di percorrenza.

Inganno delle parole: tempo fa per andare a Venezia ho preso il SuperTrenoEuroStar ETR 550. Ha impiegato un tempo enorme per arrivare con un ritardo pazzesco. Se l’è fatta tutta a passo d’uomo. Un treno puoi chiamarlo anche MegaTrenoSuperGalattico, ma se cammina sulla stessa linea della littorina che si fa tutte le stazioni, non c’è storia.

Recidivi

Trovo tutte giuridicamente condivisibili le argomentazioni di etienne64 sul caso dei solleciti RAI. Sul piano non giuridico ciò che forse ha convinto il giudice di pace è l’atteggiamento fastidiosamente persecutorio della RAI. Mi spiego. In effetti è per me preferibile ricevere i solleciti piuttosto che la visita del maresciallo, in effetti una TV me la posso comprare in qualsiasi momento, in effetti se voglio scrivere è affar mio. Ma perchè la RAI non interloquisce? Ad ogni mia risposta è seguita sempre, qualsiasi forma abbia scelto, qualsiasi cosa abbia detto, solo una lettera perfettamente identica alle precedenti. Molto frustrante. Sembra quasi che dicano: qualsiasi cosa tu dica o faccia per noi non rileva. Sembrano ormai inclusi in un delirio monomaniaco per cui sanno solo dire sempre la stessa cosa. Non è l’insistenza, ma la forma in cui viene esercitata che esaspera, che fa saltare i nervi, che alla fine induce il sospetto che si stiano facendo delle pressioni. Il giorno stesso che ho scritto il mio post, arrivato a casa ho trovato un’altra lettera uguale a tutte le altre…

E’ uno scherzo?

Leggo sul sito di $noto_editore_di_materie_giuridiche:

Il nuovo software “$nome_software”, è uno strumento indispensabile per gli Studi Legali nella gestione degli adempimenti previsti dal nuovo codice della privacy. Infatti, la Legge 196/03 prevede la compilazione guidata del DPS: gli Avvocati sono obbligati a mettersi in regola entro il 31 marzo 2006.

Un momento! Non mi risulta che la legge preveda la compilazione guidata del DPS, ma solo la sua compilazione…comunque fatta, e se non sono capace o ne prendo atto e mi compro il software o comunque il rischio che il DPS non vada bene è tutto mio.

Insomma, sbaglio io, oppure fare quel software gli è costata tanta fatica che lo credono obbligatorio (per restare a una ipotesi benevola)?

Storia di una tartaruga.

Ovvero come capire in un solo colpo perchè nel nostro paese la giustizia non funziona e le tasse sono eccessive. Un giorno, nel 1996, un tunisino viene fermato in porto. E’ diretto in Francia e sottobraccio ha una scatola di scarpe tutta bucherellata molto sospetta. Contiene due tartarughe. Sono per i miei bambini, dice il poveretto. Eh no! Trattasi di animale protetto, ed il suo possesso senza regolare denuncia è reato. Il nostro viene bloccato fino all’arrivo della Forestale, che subito riconosce gli animali (guardando un libro con le figure: testudo graeca, protettissima), quindi denunciato, gli animali vengono sequestrati e portati subito dalla Forestale stessa (in macchina) presso uno zoo di Perugia, cui vengono affidate. Intanto passano indisturbate tonnellate di coca e un paio di partite di armi da guerra. Dopo qualche anno inizia il processo, ed io vengo recuperato nel corridoio quale difensore di ufficio. Noto che il pm per poter chiedere la pena (quattro mesi) deve sfogliare per un bel po’ il codice, perchè trattasi di legge speciale quasi sconosciuta, allora come difesa mi limito ad osservare che l’imputato viene da un paese in cui con le tartarughe ci fanno il brodo e quindi sa assai che da noi sono animali sacri. Il giudice conviene, e cita il responsabile delle dogane che ci dica se avvertono al confine che non si possono portare tartarughe. No, diamo un opuscolo dove si parla di iguane, pappagalli, uccelli del paradiso, ma non tartaughe. Assolto. Il Pm (onorario) chissà perchè se la prende moltissimo e va a piagnucolare dal Pm vero e lo convince a fare appello. Passano gli anni, la Corte non fissa il processo e così matura la prescrizione. Quattro righe di istanza e il processo si chiude. Poco tempo fa mi notificano un provvedimento della Corte che liquida 12.688 euro (più 2.537,60 per iva) allo zoo di Perugia per il mantenimento delle tartarughe tutti questi anni. Ma quanto mangia una tartaruga? E cosa ha ottenuto il pm insistente, oltre a far pagare il cittadino contribuente?

Allora avevo ragione!

Ho parlato qui della telepersecuzione di cui sono stato oggetto: adesso scopro che non sono il solo e che non avevo tutti i torti. Ah, menomale che ci sono dei giudici a Berlino…

Borat

L’ho visto. Offende i Khazaki, gli ebrei, i cristiani, i musulmani, gli americani, il buongusto, il pudore, l’intelligenza degli spettatori. Un film assolutamente oltraggioso. Il vero problema è che non fa nemmeno ridere. Solo qualche spunto con la tecnica delle battute in cui si dice o fa una cosa che sembra assolutamente normale, ma che la battuta successiva rivela essere del tutto assurda. A parte questo, offende senza costruire, senza nemmeno la ricompensa di una risata. Non andateci.

Eumenidi

Una cagata colossale! C’era scritto “da Eschilo e dalla traduzione di Pasolini”. Interessante, quindi. Ho visto Eschilo solo di sfuggita e Pasolini proprio non l’ho notato. Ho visto (e non capito) una interminabile sparata in dialetto siciliano strettissimo fatta da un’unico attore che impersonava un po’ tutti. Con intermezzo rap, sempre in siculo. Si, va bene, c’era scritto che era in siciliano, ma poteva essere una operazione tipo quelle di Gadda e Camilleri, invece no. Protesto, e alla biglietteria mi dicono che sono un rozzo, che non serve capire cosa dicono, bisogna saper cogliere le emozioni. Sono un rozzo, e a teatro mi piace capire il testo. Non andateci.

Questi fantasmi

Stavolta teatro di prosa, Questi fantasmi di Eduardo, con Silvio Orlando: un testo che funziona sempre. Come al solito con Eduardo, la commedia assume venature tragiche ed in conclusione il riso si fa amaro. Come non provare alla fine una umanissima partecipazione per il marito tonto che crede ai fantasmi e chiede loro un regalo da dare a sua moglie, e per il fantasma-amante della moglie, che a questa disarmante richiesta rinuncia a portargliela via? Impagabile poi il surreale dialogo tra il marito e la moglie dell’amante, una commedia degli equivoci orchestrata con una abilità davvero impagabile. Davvero non male la recitazione e l’allestimento, anche se a volte pesa il confronto con la recitazione di Eduardo stesso, che abbiamo visto in vecchie registrazioni. Andateci.