Ovvero come capire in un solo colpo perchè nel nostro paese la giustizia non funziona e le tasse sono eccessive. Un giorno, nel 1996, un tunisino viene fermato in porto. E’ diretto in Francia e sottobraccio ha una scatola di scarpe tutta bucherellata molto sospetta. Contiene due tartarughe. Sono per i miei bambini, dice il poveretto. Eh no! Trattasi di animale protetto, ed il suo possesso senza regolare denuncia è reato. Il nostro viene bloccato fino all’arrivo della Forestale, che subito riconosce gli animali (guardando un libro con le figure: testudo graeca, protettissima), quindi denunciato, gli animali vengono sequestrati e portati subito dalla Forestale stessa (in macchina) presso uno zoo di Perugia, cui vengono affidate. Intanto passano indisturbate tonnellate di coca e un paio di partite di armi da guerra. Dopo qualche anno inizia il processo, ed io vengo recuperato nel corridoio quale difensore di ufficio. Noto che il pm per poter chiedere la pena (quattro mesi) deve sfogliare per un bel po’ il codice, perchè trattasi di legge speciale quasi sconosciuta, allora come difesa mi limito ad osservare che l’imputato viene da un paese in cui con le tartarughe ci fanno il brodo e quindi sa assai che da noi sono animali sacri. Il giudice conviene, e cita il responsabile delle dogane che ci dica se avvertono al confine che non si possono portare tartarughe. No, diamo un opuscolo dove si parla di iguane, pappagalli, uccelli del paradiso, ma non tartaughe. Assolto. Il Pm (onorario) chissà perchè se la prende moltissimo e va a piagnucolare dal Pm vero e lo convince a fare appello. Passano gli anni, la Corte non fissa il processo e così matura la prescrizione. Quattro righe di istanza e il processo si chiude. Poco tempo fa mi notificano un provvedimento della Corte che liquida 12.688 euro (più 2.537,60 per iva) allo zoo di Perugia per il mantenimento delle tartarughe tutti questi anni. Ma quanto mangia una tartaruga? E cosa ha ottenuto il pm insistente, oltre a far pagare il cittadino contribuente?