Bamboccioni di ritorno

Io me ne sono andato a vivere da solo (e in solitudine) prima che il ministro dicesse che quelli che facevano come me (prima che me ne andassi di casa) erano solo dei bamboccioni. Sono stato quindi contento di non aver meritato il ministeriale disprezzo (che deve peraltro essere un tratto del suo carattere, visto che qualsiasi cosa gli dici ti risponde che in realtà sei tu che hai qualche mancanza: la gente non guadagna e quindi non spende? Macchè, son loro che non risparmiano etc…).

Il fatto è che se continua a tartassarmi in questo modo, sarò ben presto costretto a fare fagotto e chiedere ospitalità a mamma e papà.

A me, invece…

non solo inquieta, la pubblicità della sanità, ma mi fa arrabbiare come una bestia, perchè le devono smettere di buttare nel cesso soldi in cose inutili. Vorrei sapere quanto è costata quella solenne cazzat*, chi la ha decisa, chi ha preso i soldi e quanta garza invece avremmo comprato con quei soldi. Soprattutto voglio sapere a cosa serve. Che se ti ammali preferisci andare in ospedale e non in clinica? Che se vai in ospedale non ti rendi conto che quella pubblicità è una balla colossale? Posso capire che persone poco dotate di intelligenza facciano certe pensate, ma perchè nessuno garbatamente gli dice: guarda, è una stupidaggine. Siamo alle solite, l’alternativa è tra la stupidità e la malafede. Non so quale sia peggio, ma so che io sono stanco di dover ogni giorno, per quanto mi riguarda, compensare la povertà dei mezzi con la nobiltà dei fini, mentre loro…

Strane sette

Circolando per strada vedo sempre più numerosi semafori, paletti o pali della luce decorati con composizioni floreali: ovviamente non si tratta di una setta di adoratori dei semafori, ma di luoghi ove si sono verificati incidenti mortali. I fiori sono sempre freschi, quindi qualcuno si prende la briga di andare a cambiarli, ed io questo posso capirlo, ma non riesco a spiegarmelo fino in fondo: che razza di religiosità pagana è mai quella che ti porta a mettere i fiori nel luogo in cui un tuo caro ha perso la vita? E se è spirato in ospedale, i fiori li porti al pronto soccorso o sempre nel luogo in cui è avvenuto l’incidente? Ma a costoro non è stata data una sepoltura, che forse è il luogo naturale dove mettere i fiori? Scusatemi, ma la più triste di tutti è una giovane donna in ricordo della quale (sempre nel luogo dell’incidente) gli amici hanno addirittura posto una piccola lapide, sulla quale non campeggia il Chrismon nè una croce nè una stella (crocifissi, falci in pugno e blablabla fratelli) ma il simbolo di una delle squadre di calcio cittadine. Una vita che si riassume in una tifoseria.

Lingua

Oggi sull’inutile tabellone luminoso stava scritto: possibili piogge intense. Che stupidaggine: è sempre possibile che piova e magari anche molto. Intendo: una forte pioggia rientra sempre nell’insieme degli accadimenti possibili. Forse volevano dire che è probabile che piova molto, il messaggio lo abbiamo capito, ma comunque non è stato espresso bene.

Il fenomeno linguistico secondo me è una cosa di una complessità assurda: animali che nascono con parti del cervello in grado di sviluppare il linguaggio e organi della fonazione in grado di articolarlo, già mi pare una bella scommessa. Pensate poi a quanto è complessa la articolazione linguistica. Oggi però si dimentica che il linguaggio serve a veicolare il pensiero, e che è in grado di descriverlo perfettamente e con mille sfumature. Il bello è che queste sfumature possono essere perfettamente gestite, per dire esattamente quello che volevo dire, e per suggerire significati secondi che si volevano suggerire, infine anche riuscire a privare una frase di ogni sfumatura è una sfumatura.

Mi ricordo la barzelletta del linguista scoperto dalla moglie con la segretaria sulle ginocchia, cui la moglie dice. “sono sorpresa” e lui replica: “no, tu sei meravigliata, io sono sorpreso”.

Quarti pubblici (mezzi è troppo)

In questi tristi giorni di pioggia non sto circolando con la mia motocicletta e prendo l’autobus. E’ una esperienza sempre nuova e sconcertante, ed ora che il clima autunnale almeno parzialmente ovvia al problema principale (quello olfattivo) finalmente mi è tutto chiaro. Fino ad oggi ho pensato che il trattamento che mi veniva riservato ogni volta che salivo su un autobus fosse parte di una sorta di “soluzione finale” dell’azienda contro gli utenti. Invece si tratta di un ardito piano mai tentato prima d’ora, e cioè fare andare gli autobus sempre più lenti, finchè non cominceranno a viaggiare a ritroso nel tempo, et voilà, ecco che i tempi di percorrenza sono abbattuti.

Parola di esperto

Si parla molto della legge in discussione oggi in parlamento che vorrebbe imporre a tutti quelli che osano fiatare, di iscriversi in apposito registro, ivi compresi quelli che fiatano sui blog, con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Da più parti ci si duole di questa iniziativa, per il modo in cui è stata portata avanti, per i contenuti del provvedimento e molti si meravigliano che questa cosa la abbia fatta questo governo, che - adesso ipotizzo - ha evidentemente creato delle aspettative.

Non avete letto la Fattoria degli animali di Orwell: leggetene il senso nelle dichiarazioni governative sulla legge. Non ho il tempo di proporre una analisi testuale dettagliata di quelle dichiarazioni, ma ad alcune domande sfugge, ad altre risponde con spot a favore del governo, comunque difende il provvedimento, con il solito vecchio trucco del rovesciamento della prospettiva, la legge non limiterebbe la libera espressione, anzi, la attuerebbe (regolamentandola, che sembra una cosa bella, ma in realtà è comunque un limite).

Ciò che sfugge è che il problema non è questo governo o quello di prima, ma il governo, qualunque esso sia. Il potere è un grande fiume che tende per sua natura a rompere gli argini, ed è per questo che bisogna costruirgliene di ampi e forti. A costo di parere cattivo devo osservare che storicamente è venuto meno l’ultimo argine, quello che teneva quando tutti gli altri erano caduti. Purtroppo mi riferisco al sangue che ha colorato tutta la storia dell’umanità.

Un tempo il re poteva fare come voleva, ma sapeva che esisteva comunque un limite oltre il quale lo avrebbero preso e gli avrebbero tagliato la testa. Se non lo sapeva, gli tagliavano la testa. Gli stati poi, come tutte le cose umane, hanno un inizio e una fine: un tempo gli stati finivano a causa delle guerre, oggi non più. Non dico che sia un male, le guerre sono cose terribili, ma almeno dopo si ricominciava da capo.

Queste cose le dico in quanto chiamato in causa come esperto: l’esperto è colui che sa come evitare tutti i piccoli sbagli, per puntare dritto alla catastrofe.

Scatafascio

Anno Domini MMVII: devo verificare una cosetta in una cancelleria. Sarà proprio necessario che interrompa il lavoro, mi avvii sotto la pioggia, raggiunga il palazzo di giustizia (è qui dietro, ma oggi piove) insomma che mi sposti fisicamente? Proviamo a telefonare. Il centralino del palazzo non risponde. Mai. Guardiamo sul sito, trovo un numero: inesistente! Provo un altro: MIRACOLO! mi risponde proprio il cancelliere che cercavo. Risolta la cosa dico: scusa, ma se ci scambiamo le mail, queste cose d’ora innanzi le facciamo entrambi con meno tempo e fatica. Non dispone di posta elettronica e neppure di collegamento internet. Ora, io dico, se tutti avessero la mail sarebbe meglio, no? E il codice della amministrazione digitale lo usano per pareggiare i tavoli che ballano? In effetti è disponibile on line,  ma se non hanno internet…

Il bello è che il ministero aveva dato un account a tutti, ma poi lo ha tolto a molti, perchè costava troppo. Quanto costa un account di posta elettronica? Forse una soluzione migliore (invece di rivolgersi a società che ti fanno pagare per ogni account) era realizzare una applicazione di posta web-based stile Gmail. Possibile che Google riesca a gestirne milioni e il ministero non se ne possa permettere poche migliaia? Mi sa che la soluzione sarebbe proprio una bella Gmail per tutti…

Buona amministrazione

Il risultato che la amministrazione civica ha ottenuto minacciando la pena di morte mediante telecamera ai motociclisti che “invadono” (invadono!) le corsie gialle degli autobus, è che adesso di preferenza “invadono” la corsia opposta. Un regalo fatto ad una società privata (francese) che non sopportava un comportamento poco pericoloso e di nessun intralcio in cambio di uno sfregio fatto alla collettività inducendo a comportamenti pericolosi e d’intralcio.

Perchè?

Perchè quando quisque de populo viene trovato alla guida in stato di ebbrezza, i giornali titolano “ubriaco al volante”, ma se come oggi il responsabile è un calciatore della squadra cittadina, invece titolano “guidava alticcio“?

Diritto penale surreale

Notizia passata al Tg della notte: “$politico_di_turno ha proposto che per gli incidenti causati in stato di ebbrezza venga previsto l’omicidio doloso e non più quello colposo, in modo da passare dal codice della strada al codice penale.”

Gulp!

Una simile affermazione, ai tempi in cui ero assistente, avrebbe comportato l’immediata cacciata dello studente con ignominia e derisione.

1. che un reato sia doloso o colposo non dipende dalla previsione legislativa, ma dallo stato soggettivo dell’agente. Prevedere che un fatto commesso con colpa sia ritenuto legislativamente doloso è incostituzionale. Onestà mi impone di dire che quanto fin qui scritto è comunque un po’ tagliato con l’accetta, ma mi riservo chiarimenti in un post futuro.

2. dove ha letto che i reati colposi sono nel codice della strada e quelli dolosi nel codice penale?

Insomma, una ridicola boutade, fatta solo per poter pronunciare la fatidica parola, codice penale, che riempie la bocca e da il brividino a chi è convinto che il penale risolva, vero essendo il contrario.

Riflettiamo sul curioso rapporto che c’è nelle norme penali tra applicazione ed efficacia (più sono applicate meno sono efficaci e viceversa)…

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